Questo sito non utilizza cookies a scopo di tracciamento o di profilazione. L'utilizzo dei cookies ha fini strettamente tecnici. Chiudendo questo banner si acconsente all’uso dei cookie.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie cliccare su "Maggiori informazioni"

La Consapevolezza è un atto creativo
Martine Batchelor

 

La Meditazione non è fine a se stessa. La Meditazione può essere uno strumento, un metodo per aiutarti a raggiungere un fine. Nello stesso tempo non devi cercare di raggiungere alcunché, o qualche stato meditativo sottile (rarefatto), o una sorta di speculazione sulla natura della nostra esistenza. Quando mediti coltiva la concentrazione e l’investigazione mediante domande su ciò che accade nel “qui ed ora”. Queste due qualità (concentrazione e investigazione) ti aiuteranno a sviluppare chiarezza e calma interiore, qualità che a turno ti aiuteranno a diventare più creativo e consapevole.

 

 

Uno dei maggiori doni fatti all’essere umano è la Consapevolezza, ovvero percepire, riconoscere ed interagire con il tuo ambiente nel momento presente. Ma sembrerebbe che le persone preferiscano agire con il pilota automatico, ovvero vivere la propria vita consapevoli-a metà e addormentati – a metà . La Meditazione ci invita a svegliarci in ogni momento della nostra vita.

In Meditazione la concentrazione ti porta verso la consapevolezza e ti consente di essere più accogliente, in un ampio spazio del tuo essere, delle tue azioni e reazioni. Considera il tuo spazio interiore come una stanza straboccante di mobili, proprio come i tuoi processi mentali spesso ingombranti che stressano la tua mente. Pensa alla metafora: dietro alle nuvole (pensieri) c’è il sole (luce della consapevolezza).

Lo scopo della concentrazione è proprio quello di creare un’energia (come una bolla d’aria) che non permetta ai tuoi pensieri di entrarvi e creare uno spazio vuoto dove nuove intuizioni (insight) possano accadere. Il porsi delle domande ci rende curiosi e giocosi: per esempio quando ci si chiede, durante la meditazione, cosa sta accadendo nel “qui ed ora”, quali sono le cause che ci portano ad avere una sensazione (distinguere tra oggetto osservato e sensazione percepita), chiedersi quali sono gli effetti su di noi di questo nostro sentire.

Quindi la consapevolezza è un atto creativo ed è molto di più di una osservazione senza partecipazione. La consapevolezza è un atto creativo rispetto alle esperienze che si vivono in meditazione. Quando in meditazione incontri sensazioni, oggetti, persone o situazioni, allora tu li conosci profondamente e ne puoi intuire anche le origini. Indagando, in profondità, in questo modo sul “qui ed ora” possiamo affrontare in modo creativo il momento presente.

Da Martine Batchelor, Meditation for life, Wisdom, 2001.

Martine Batchelor (1953), ex-monaca buddhista nella tradizione Zen in Corea, è traduttrice e autrice di diversi libri sul buddhismo come A Buddhist Guide to Breaking Free of Habits (2007), Women on the Buddhist Path (2002) e Buddhism and Ecology (con Kerry Brown, 1992). Insieme al marito Stephen Batchelor conduce gruppi di meditazione che incorporano aspetti di Zen, vipassanā e buddismo tibetano.