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Questa pratica, chiamata anche meditazione di visione profonda, è costituita da due aspetti principali: Samatha e Vipassanā (in lingua pāli; śamatha-vipaśyanā, in sanscrito). Questi due aspetti si riferiscono a pratiche mentali che sviluppano la calma (samatha) per mezzo dell’attenzione prolungata e la visione profonda ( vipassanā) per mezzo della riflessione.

Lo scopo di Samatha-Vipassanā è di fornire una guida su come vedere con chiarezza la natura della mente, cosa che permette di comprendere in prima persona come sono le cose, senza affidarsi ad opinioni o teorie. Questo consente di fare un’esperienza diretta e ci fa nascere quel senso di calma profonda che proviene dal conoscere qualcosa nel nostro intimo, al di là della dimensione del dubbio.

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Questa meditazione è uno dei fattori chiavi del sentiero che il Buddha ha offerto per il bene degli esseri umani e resta uno strumento utilissimo anche, e soprattutto, ai nostri giorni, anche attraverso la sua applicazione più laica proposta dagli ormai numerosi protocolli della Mindfulness. L’unico vero criterio è metterla in pratica!

 

Cosa intendiamo con la parola consapevolezza? Intendiamo la pura attenzione silenziosa e non giudicante presente nel momento presente. E contemplare il corpo e la mente vuol dire osservare con questa attenzione le sensazioni fisiche, l’avvicendarsi di attrazione e repulsione nella nostra mente, il succedersi di emozioni e stati d’animo; vuol dire osservare i pensieri e le immagini che accompagnano gli stati d’animo.

Corrado Pensa da Il Silenzio tra Due Onde