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seminari yoga

SEMINARI YOGA 2020

“Non c’è yoga senza sāṃkhya”

Sui rapporti tra ‘metodo’ e ‘modello’, tra azione e idea nell’India antica

Con Federico Squarcini

Sabato 29 febbraio – Sabato 7 marzo 2020

Roma

Mentre la popolarità mediatica della parola yoga sale di anno in anno, straripando fuori da tutti i pori del World Wide Web, il silenzio circa la parola sāṃkhya gli fa da assordante controcanto.

Poco male, diranno i più, un problema in meno. Costoro, solitamente persuasi che la maggioranza vince, sono anche convinti che vi siano ragioni cogenti per l’eclatante assenza del sāṃkhya dalla scena odierna, che dunque si spiega da sé. 

Durante gli incontri di questo seminario verranno ripercorse le tappe salienti della relazione tra yoga e sāṃkhya, partendo dalle più antiche testimonianze pervenuteci fino al ‘divorzio’ tardo-ottocentesco, tappa cruciale del processo di volgarizzazione dei saperi che ha portato all’epistemicidio contemporaneo.

Obiettivo del viatico storico qui presentato, tutt’altro che descrittivo, è quello di vagliare con attenzione le ragioni teoriche e pratiche di ciò che le antiche fonti in sanscrito presentano non solo come un rapporto simbiotico, ma come la condizione necessaria affinché si dia una pratica proficua sia di yoga sia di sāṃkhya, i quali, se presi da soli, sono entrambi mezzi senza fini.

Il Corso è accreditato dalla Y.A.N.I. Yoga Associazione Nazionale Insegnanti ai fini della formazione continua degli insegnanti yoga per un totale di 16 ore di aggiornamento professionale.

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Calendario

Sabato 29 febbraio 2020, orario 10.00-14.00/15.00-19.00

C’è yoga senza sāṃkhya? Ragioni pratiche del conoscere la storia delle parole.

Ciechi guidati da ciechi. Sulla contezza delle antiche fonti sanscrite circa la simbiosi fra sāṃkhya e yoga, ossia sul perché abbiamo ancora bisogno di coniugare fine e mezzo, modello e metodo, progetto e opera, idea e azione.


Sabato 7 marzo 2020 , orario 10.00-14.00/15.00-19.00

Il cieco e lo zoppo. Argomenti dalle fonti sanscrite in favore dell’inseparabilità di sāṃkhya e yoga.

Zoppi guidati da ciechi. Sugli esiti biopolitici del ‘divorzio’ tra metodo e modello, foriero sia dell’idolatria dello yoga come mezzo sia della perdita di salienza del sāṃkhya come fine.

Federico Squarcini insegna Religioni e Filosofie dell’India e Lingua e Letteratura Sanscrita all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dopo aver insegnato Indologia e Storia delle Religioni dell’India presso le Università di Firenze, Roma ‘La Sapienza’, Bologna. È Direttore del 'Master in Yoga Studies' dell’Università Ca’ Foscari, il primo in Europa. Oltre alle sue varie pubblicazioni, fra cui si veda il testo scritto con L. Mori, Yoga. Fra storia, salute e mercato, Carocci, Roma 2008, ha recentemente completato la traduzione integrale degli Yogasūtra di Patañjali per i tipi di Einaudi, Torino 2015.

 

Sede del corso : Roma, Matemù (Centro di Aggregazione Giovanile/Scuola d'arte del Cies Onlus), Via Vittorio Amedeo II, 14

Quote di partecipazione

Quota partecipazione ai quattro moduli: €200 - Quota partecipazione ad una singola giornata €120, ad un singolo modulo Euro 60. Quota associativa AYCO: €20 - Data chiusura iscrizioni: 02.02.2019. Ai partecipanti che avranno presenziato ad almeno 12 ore verrà rilasciato attestato di partecipazione.

 

Informazioni e iscrizioni

email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 349 7445899 (Marina Mantovani); 347 1677453 (Patrizia Mussari).

Cosa intendiamo con la parola consapevolezza? Intendiamo la pura attenzione silenziosa e non giudicante presente nel momento presente. E contemplare il corpo e la mente vuol dire osservare con questa attenzione le sensazioni fisiche, l’avvicendarsi di attrazione e repulsione nella nostra mente, il succedersi di emozioni e stati d’animo; vuol dire osservare i pensieri e le immagini che accompagnano gli stati d’animo.

Corrado Pensa da Il Silenzio tra Due Onde